Cos’è il CBD della Cannabis Light: domande frequenti

Cos’è il CBD della Cannabis Light: domande frequenti

Cos’è il CBD che tanto ci premuriamo di trovare nelle varie tipologie di Cannabis Light? Da valori contenuti, sino a numeri stellari, il cannabidiolo è uno dei principali cannabinoidi presenti nella pianta di cannabis, sativa o indica che sia, ed ha molteplici proprietà. Vediamo alcune delle domande più comuni su questa molecola.

Il Cannabidiolo ha effetti psicoattivi?

No. Il CBD ha ormai assunto il ruolo di fratello minore del THC: se prima si ricercavano varietà dalla forte presenza di d9-tetraidrocannabinolo, adesso va forte il cannabidiolo. Tuttavia, il CBD non ha effetti psicoattivi, quindi non ha alcuna influenza diretta sulla chimica della nostra mente: ecco perché il ‘Light’ della Cannabis.

Quali sono dunque gli effetti di questo cannabinoide?

Il fatto che non ci siano effetti psicoattivi non significa che il CBD sia privo di effetti sul corpo:

  • è infatti un ottimo miorilassante: in altre parole, significa che riduce la tensione muscolare
  • è inoltre un potente anti-infiammatorio ed antiossidante
  • ha anche alcune proprietà neuroprotettive
  • sembrerebbe ripristinare l’apoptosi (morte programmata) nelle cellule tumorali

In linea generale, gli effetti del CBD sono quindi indiretti e per alcuni sono anche preferibili, perché meno impegnativi. ‘Light’, appunto. Questo elenco è lontano dall’essere esaustivo, e per questo torneremo in seguito per un approfondimento, con tanto di link a ricerche e definizioni più precise.

Il Cannabidiolo ha cambiato lo scenario della Cannabis?

Si. Siamo stati recentemente allo Spannabis di Barcellona, ed è sufficiente notare il numero di stand specializzati nella produzione di varietà ad alto contenuto di CBD per rendersi conto del cambiamento in atto.

Dopo ormai decenni in cui i produttori di semi da collezione si sono concentrati sullo sviluppo di strain ad alto contenuto di THC, adesso in ogni catalogo la parola d’ordine è CBD Flowers.

Cannabis Light - CBD Cataloghi - Cannabidiolo
Spannabis 2018 – Alcuni dei cataloghi che abbiamo raccolto a Barcellona il mese scorso

Sensiseeds, Barney’s Farm, Sweet Seeds: tutti hanno ormai diverse varietà con un rapporto equilibrato fra le due sostanze, se non addirittura, in alcuni casi, un brand apposito dedicato.

Questo nuovo riequilibrio nel modo di pensare le sementi da collezione è per noi positivo, perché portatore di una cultura della canapa più alta e consapevole: in questo modo, sarà anche più facilmente accettabile in futuro da quanti sono tutt’ora scettici.

Quanto CBD c’è nella Cannabis Sativa?

Dipende. La quantità di CBD presente nella Cannabis Sativa, così come nella Indica, dipende dalla varietà specifica. La sua quantità è sempre collegata in qualche modo a quella di THC, ed in generale è difficile superare il 15% sul totale. Stiamo parlando, ovviamente, di varietà da collezione, non iscritte nell’elenco di sementi UE e non coltivabili in Italia, in questo caso.

Quando diciamo “la quantità di CBD è sempre collegata a quella di THC” intendiamo che quelle varietà con basso o bassissimo tenore di THC, facciamo < 1%, riusciranno difficilmente a superare un valore di 1:20 fra THC e CBD.

Come fate a dirlo?

Facile: basta prendere diversi cataloghi di piante da collezionismo, e vedere cosa propongono. Prendiamo ad esempio CBD Crew, un produttore specializzato nella ricerca di strain ad alto contenuto di THC. Sementi che promettono valori di CBD maggiori del 15% semplicemente non esistono, mentre l’unica varietà proposta con THC inferiore allo 0,5%, la CBD Therapy, è una novità degli ultimi anni e viene accreditata di un contenuto di Cannabidiolo massimo del 10%.

Cannabis Light - CBD Therapy - CBD Crew Catalogo
CBD Therapy – uno degli strain con il rapporto THC:CBD più alto, arriva al 10% di Cannabidiolo

Allo stesso modo, la varietà Solodiol di eliteseeds parla di un massimo del 20% di CBD in condizioni ottimali, con un livello di THC che si assesta intorno all’1%, fuori limite di legge.

Quindi quanto CBD c’è da aspettarsi, per le varietà coltivate in Italia?

Prendiamo in esempio quella che è la nostra esperienza nel corso degli anni. Queste sono le caratteristiche medie:

  • Fibranova
    Fibranova è una varietà dioica (quindi con maschi e femmine) di origine Italiana.

    • THC < 0,2%
    • CBD ~ 3%
    • CBG ~ 1%
  • Carmagnola Selezionata
    Carmagnola Selezionata è una varietà dioica (quindi con maschi e femmine) di origine Italiana.

    • THC < 0,2%
    • CBD 2-6%
  • Finola
    Finola è una varietà autofiorente dioica (quindi con maschi e femmine) di origine Finlandese.

    • THC < 0,2%
    • CBD 2-8%

Molti noteranno l’alta tolleranza nel contenuto di CBD, che dipende ovviamente dal terreno e dalle condizioni climatiche, nonché dalle modalità di coltivazione (indoor o outdoor). L’instabilità è propria di tutte le piante ad elenco UE, perché il criterio di selezione di queste varietà non è mai stato la quantità di principio attivo.

Ma allora la Cannabis Light con il 28% di CBD?

Grande sorpresa, è uscito fuori il mese scorso che molti valori sono semplicemente inventati. A dirlo non siamo noi, ma il Servizio Cantonale del Consumo e degli Affari Veterinari in Svizzera, nella notizia riportata da Ticino Online. Su 46 campionamenti, il tasso di THC dichiarato era sempre corretto, mentre quello di CBD variava a fantasia.

In un caso eclatante, veniva dichiarato pari al 28% mentre il valore rilevato era del 2%. Possibile che abbiano dimenticato una virgola in fase di etichettatura?

Come fare per tutelarsi?

In linea di principio, basta orientarsi su varietà con valori verosimili, dove il produttore allega le analisi effettive di laboratorio. Moltissimi venditori infatti allegano una semplice auto dichiarazione, che afferma di essere una copia equivalente delle analisi. Tenendo per un attimo da parte considerazioni su trasparenza e legalità legate a questa pratica, bisogna solo stare attenti… altrimenti si rischia di prendere cantonate!

Il CBD contribuisce a dare il tipico aroma della canapa?

No. Né CBD, né THC cotribuiscono in questo, perché sono molecole inodore. A dare profumo ai fiori sono i terpeni, cioè degli idrocarburi aromatici naturalmente presenti in natura e prodotti dalla pianta stessa. Esistono centinaia di varietà di terpeni, che sono i responsabili delle mille sfumature e fragranze esistenti: limone, frutti di bosco, muschio, caramello, arancia tanto per dire alcune ‘note’ riscontrabili in molti prodotti.

Anche la quantità di terpeni dipende dalla varietà e dalle modalità di coltivazione della pianta stessa, che può aumentare o diminuire la loro presenza.

Con questo speriamo di aver risposto alle vostre domande, nell’attesa di altri articoli vi rimandiamo al nostro shop!

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