Cannapa® su Beleaf: il marchio italiano che rilancia la Cannabis sativa

Cannapa® su Beleaf: il marchio italiano che rilancia la Cannabis sativa

Da alcuni giorni è disponibile nei migliori growshop d’Italia il nuovo numero di Beleaf, la rivista che dal 2016 si occupa di informazione sul mondo della cannabis industriale e non. Cannapa ha contribuito a questa edizione della rivista raccontando la propria storia, e la propria visione. Ecco alcuni estratti.

Chi c’è dietro Cannapa?

Siamo Federico e Mila, abbiamo trent’anni e adoriamo la vita di campagna. Siamo entrambi cresciuti a Roma e successivamente trasferiti a Fano, sulla costa est della Penisola, in un territorio straordinario affacciato sul Mare Adriatico.

Qui lavoriamo gestendo la Società Cooperativa Agricola MarcheSana, Azienda Agricola che da sempre si identifica con la produzione di Agricoltura Biologica.

Il nostro progetto CANNAPA® parte dalla necessità di rendere innovativo, più attrattivo e più redditizio il lavoro agricolo che secondo noi, deve fondere insieme alla tutela e alla valorizzazione del territorio, una visione progettuale altamente creativa e all’avanguardia. […]

Come è iniziato il progetto?

Lavorando in agricoltura è stato facile imbattersi nel tema della canapa industriale, infatti, argomento sempre più presente negli incontri di categoria promossi dalle varie associazioni o da gruppi di interesse agricolo.

Data la nostra curiosità per la Cannabis abbiamo partecipato a molti convegni dove si elogiavano le ineguagliabili proprietà antiossidanti dell’olio di semi (ricco di omega 3 e omega 6), della farina, anch’essa ricca di notevoli qualità organolettiche e anche delle molteplici applicazioni nel campo della bioedilizia e sostenibilità ambientale. […]

Quello che però ci lasciava perplessi era il fatto che dell’infiorescenza, ovvero il settore che ha generato il business di alcune delle banche semenziere estere (10 € a seme!) come Dinafem, Dutch Passion e compagnia bella, non ne parlava nessuno. Come se un velo di inconsapevolezza e/o di imbarazzo non tenesse conto che quella è la parte che genera oggi il valore più grande in termini di ricavi. […]

La filiera della canapa tessile, edile o alimentare è ancora poco sviluppata perché non incentivata economicamente. I pochi impianti di trasformazione che esistono non sono affatto convenienti per molte regioni italiane, rendendo il pubblicizzato business plan altamente fuorviante. Moltissimi agricoltori infatti, inclusi noi, hanno provato, speranzosi,  ad avvicinarsi a questa coltura sempre senza successo, rimettendoci tempo e denaro.

Nel 2016 abbiamo commercializzato alcune confezioni di cannabis di una varietà monoica francese, la “futura 75”, vagliata dai semi e privata di rametti. E’ stato un momento molto delicato, dove anche solo la dicitura dell’etichetta doveva essere frutto di studio e grande attenzione. Siamo andati avanti con il costante timore di incorrere in problemi legali dovuti ad una completa assenza di normativa in merito alla produzione e la commercializzazione del fiore di cannabis sativa. […]

Gli haters della Cannabis light

Una parentesi che vogliamo aprire riguarda uno dei grandi dibattiti sulla “cannabis light”. Tantissimi amatori, estimatori della cannabis ludica continuano ad inveire contro “la cannabis light” accusando quest’ultima di rubare la scena all’antiproibizionismo e definendo “paglia” il prodotto derivato dalla cannabis industriale. Volevamo rassicurare tutti che riteniamo importanti e totalmente distinte entrambe le categorie, sottolineando che un prodotto con alto contenuto di THC non è la stessa cosa di uno povero di questo principio attivo psicotropo.

Lo dimostra il fatto che molti dei farmaci a base di cannabis ad uso pediatrico o per soggetti sensibili ai principi attivi psicotropi, derivino proprio da varietà povere di THC. Se è vero che le molecole di cannabinoidi possono essere separate ed utilizzate singolarmente è ancor più vero e scientificamente dimostrato che il fitocomplesso utilizzato integralmente, ha una rilevante maggiore efficacia.

Un fiore di canapa certificata: la nostra varietà Fibranova
Un fiore di canapa certificata: la nostra varietà Fibranova, premiata durante l’Indica Sativa Trade 2018

Un ulteriore buon motivo per apprezzare la “cannabis light” è stato quello di aver, in alcuni casi, sopperito alla mancanza nel nostro Paese di cannabis ad uso medico. Infatti, tanti utilizzano questo prodotto per alleviare i disturbi del sonno o come miorilassante, grazie alle proprietà dei cannabinoidi non psico attivi (come il CBD), dei terpeni e dei flavonoidi di cui la “cannabis light” è ricca. Altri la utilizzano semplicemente come succedaneo del tabacco, per smettere o diminuirne il consumo. Oppure semplicemente ritenendolo una valida alternativa alla cannabis ad alto contenuto di THC. […]

Nonostante i limiti legislativi, le restrizioni sulla ricerca dei fenotipi, la riproduzione agamica e altro ancora, possiamo dire di essere tra i primi ad aver prodotto e selezionato infiorescenze outdoor, esclusivamente da varietà industriali certificate UE italiane, da agricoltura biologica certificata, seminata in campo, essiccata a temperatura e umidità controllata per sessanta giorni e defogliata a mano.

Dove vogliamo arrivare

Siamo partiti dalla terra e alla terra vogliamo far tornare risorse e attenzione restituendo il giusto valore al settore agricolo. Ci stiamo muovendo verso le estrazioni di principi attivi,  abbiamo creato una filiera di produzione sostenibile estesa in tutta Italia, collaboriamo con una grossa cooperativa veneta ed un importante vivaio laziale proprio per la produzione di cannabis da fiore e da estrazione, con la speranza che la produzione made in Italy sia valorizzata, incentivata maggiormente e sempre più specializzata.

Tutte le piante hanno importanti principi attivi e dobbiamo valorizzarli, ci impegniamo nella produzione di estratti utilizzabili nella naturopatia seguendo tecniche di coltivazione che permettano lo sviluppo delle piante assecondando il naturale sviluppo.

Il core business del nostro progetto è l’infiorescenza di alta qualità, a partire da questa fase iniziale, quello a cui puntiamo è la produzione di estratti fitocomplessi di vegetali ed un laboratorio di analisi per poter valorizzare il più possibile le produzioni ed i risultati ottenuti. […]

Molti dei nostri studi sono rivolti alla selezione di piante con caratteristiche fenologiche interessanti, siamo pienamente coscienti che da queste varietà si possono tirare fuori piante più stabili e con caratteri commercialmente appetibili e di migliore qualità organolettica.

Il nostro obbiettivo è quello di competere con realtà internazionali nella ricerca e nella produzione di alta qualità.

Il nostro territorio e le normative che regolano l’agricoltura biologica sono tra le più restrittive e non è facile trovare prodotti di importazione che non siano stati “bombardati” per produrre qualche grammo in più e migliorarne l’estetica, a discapito della qualità e del gusto. Come sappiamo bene però, non è l’apparenza che conta, e seppure l’occhio vuole la sua parte, l’organismo non mangia dagli occhi e un prodotto sano non è per forza bello.

Molti dei consumatori italiani vengono abbagliati da cannabis di importazione extra EU.

Queste coltivazioni sono formate principalmente da ibridi di cannabis indica con Cannabis sativa a basso contenuto di thc ed il loro limite di contenuto di THC è dell’1%. Molto spesso quando la produzione sfora in principio attivo psicotropo, le piante vengono esposte ai raggi UVA che degradano i cannabinoidi e distruggono i terpeni, che vengono aggiunti a posteriori, ottenendo un prodotto simile alla carta di giornale profumata, che nulla ha a che vedere con il prodotto originario.

Abbasso le polemiche, difendiamo il vero Made in Italy

Siamo consapevoli della qualità dei nostri prodotti e anche che il mercato è in forte espansione. Abbiamo la possibilità di sviluppare e rendere più redditizio il settore agricolo, consentendo così maggiori investimenti in tecnologia, ricerca e manodopera. Dobbiamo far crescere il nostro territorio e dar vita ad una nuova economia, che esprima una nuova consapevolezza a sostegno dell’uomo e dell’ambiente,  lavorando per proteggerlo. Solamente così possiamo pensare di competere con Paesi che non hanno regole né tutele per il territorio e la forza lavoro, distruggendo la sana concorrenza.

Abbiamo migliaia di brevetti fermi negli archivi e potenziali tecnologie che permettono una sostenibilità ambientale,  progettisti che non vedono l’ora di valorizzare e di avere sostegno per realizzare le loro idee. Visioni di un nuovo mondo. […]

Rimbocchiamoci le maniche, mettetevi in contatto con noi e sperimentate gli usi della cannabis light e speriamo a breve, della cannabis in tutte le sue potenzialità, libera da monopoli ed interessi privati a sostengo del territorio e della salute.

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