Cannabis Light ad alto CBD: se esiste, non è genuina

Cannabis Light ad alto CBD: se esiste, non è genuina

La cannabis light ad alto ed altissimo CBD è spesso una realtà nei vari punti vendita. Chi propone varietà dal rapporto THC:CBD incredibile può anche essere convinto della genuinità del prodotto che vende e magari non sa che sta immettendo sul mercato un prodotto manipolato. Letteralmente, non ci sono altre parole per dirlo.

THC e CBD: un po’ di storia

Decenni di selezione alla ricerca di varietà ad altissimo THC hanno portato ad una deformazione dell’uso e consumo di canapa per i collezionisti affezionati. I breeder, seguendo un mercato per lo più illegale, dominato dalla moda dell’alto THC, sono riusciti nel corso degli anni a realizzare ibridi con punte di THC che arrivano anche al 30%: stiamo ovviamente parlando di varietà selezionate, dove spesso solo pochi esemplari all’interno di un batch di semi riescono a raggiungere tali, incredibili, percentuali.

Che sia un bene o un male, non sta a noi dirlo, perché l’interesse nello sviluppo di queste varietà è anche del settore farmaceutico, dove chiaramente se si deve estrarre un principio attivo da un vegetale è bene che il processo sia reso conveniente: quindi più cannabinoidi d’interesse la pianta produce, più il processo è efficace.

Il punto di svolta: la cannabis light ed il CBD

Il fenomeno della cannabis light ha portato ad un punto di svolta, di quelli che cambiano le regole del gioco. La cannabis a basso contenuto di THC si è vista per la prima volta in Svizzera, dove è un prodotto perfettamente legale sotto l’1% di tetraidrocannabinolo e viene venduto in tabacchi e negozi specializzati. Contestualmente, Bedrocan annuncia Bedrolite, un farmaco a base di cannabis con una percentuale di THC inferiore all’1% e CBD pari al 9%.

Poco prima, nel 2016, in Italia passava la famosa legge n. 242 che ha sdoganato la coltivazione di canapa industriale e creato il fenomeno italiano della cannabis light, con tutti i suoi pregi ed i suoi difetti.

Italia o no, sono cambiate le regole del consumo

L’apertura alla cannabis light in Italia, desiderata o meno dal legislatore, ha portato una ventata d’aria fresca un po’ ovunque: ad oggi si parla di “smokable hemp” o “nobacco” anche in America, dove recentemente l’amministrazione Trump ha sdoganato la coltivazione di canapa industriale, e non solo.

Il CBD è la molecola al centro dell’attenzione, poiché portatrice di molteplici benefici, e allo stesso tempo non psicoattiva e di grande interesse medico.

La corsa alle nuove varietà è cominciata solo pochi anni fa: gli stessi breeder che prima incrociavano varietà ad alto THC, hanno incominciato a ricercare varietà ad alto CBD, alla scoperta di ibridi dalle qualità estetiche desiderabili (compattezza, resinosità), dall’ottimo profilo terpenico (odore) e dalla più alta percentuale di cannabidiolo possibile, a scapito del suo parente allegro con la T.

Ecco quindi i nuovi strain: la famosa Charlotte’s Web, oppure ACDC, la Ringo’s Gift o la nuovissima Valentine X.

THC e CBD: cosa dice la natura

Un aspetto importante che è uscito da queste nuove varietà è il rapporto medio fra THC e CBD. In altre parole, se il CBD è altissimo, il THC non può essere essere inferiore ad una certa soglia.

Vediamo in numeri cosa significa, usando il database di leafly:

  • Charlotte’s Web – questa varietà ha una percentuale di CBD compresa fra 11 e 13%. Considerando un rapporto CBD:THC di 30:1 (molto alto) significa che la percentuale di THC possibile sarà compresa fra 0,35% e 0,43%
  • ACDC – questa varietà ha una percentuale di CBD media del 14% e un rapporto CBD:THC medio di 20:1. Questo significa che la percentuale di THC possibile sarà intorno allo 0,7%
  • Valentine X – questa varietà ha una percentuale di CBD media rilevata fra 11 e 14%, con un rapporto CBD:THC intorno a 25:1. Il THC medio possibile sarà quindi fra 0,44% e 0,56%
  • Ringo’s Gift – questa varietà ha una percentuale di CBD media rilevata fra 9 e 14% con picchi nel rapporto CBD/THC del 24:1. Il THC medio possibile sarà quindi fra 0,37% e 0,59%

Eccoli in tabella:

StrainCBDRatioTHC possibile stimato
Charlotte’s Web11 – 13%30:10,35 – 0,43%
ACDC14%20:10,7%
Valentine X11 – 14%25:10,44 – 0,56%
Ringo’s Gift9 – 14%24:10,37 – 0,59%

Cannabis Light con CBD al 28%: com’è possibile?

Allora direte voi, com’è possibile che troviamo in giro varietà con THC sotto lo 0,4% e CBD altissimi sopra il 20%, fino ad arrivare ad strain “selezionati” che raggiungono il 28% di CBD?

I casi sono tre:

  1. Si tratta semplicemente di un falso. L’etichetta dichiara il falso perché ad oggi non c’è nessun obbligo legale sull’etichettatura. Quindi è semplice mala fede: rianalizzando un campione troveremo in realtà valori normali.
  2. Se ci sono le analisi, queste sono state modificate. Non è difficile modificare un PDF o un JPG cambiando un numeretto. Anche qui non c’è nessun obbligo di legge, quindi le analisi possono essere banalmente inventate. Rianalizzandole, troveremo valori inferiori.
  3. Se ci sono le analisi e, rifacendole, i valori sono confermati, si tratta di un prodotto alterato. Non è una novità: così come esistono tecniche per abbassare il THC, esistono tecniche per alzare il CBD, e sono in questo caso indispensabili. Si perché se abbassiamo il THC, in qualsiasi modo, ammazzeremo anche il CBD ed i terpeni, responsabili dell’aroma della pianta: ecco quindi che una pianta “abbattuta” dovrà essere poi resa vendibile aggiungendo CBD e un po’ di “aroma” di cannabis.

A riprova del punto n. 3, ecco una pagina di uno dei tanti cataloghi che ci arrivano settimanalmente, nel tentativo di venderci i loro prodotto “100% naturali” con al termine la bella frase:

Su domanda possiamo aumentare artificialmente il tasso di CBD (150 € / % / kg)

Cannabis Light alto CBD 28% - La svizzera

Di questa immagine lasciamo in bella mostra anche i prezzi: così la prossima volta che vi chiedono 19€/grammo per della Amnesia con CBD al 28% e THC a 0,2 sapete essattamente cosa rispondere:

“No, GRAZIE”

Noi, da parte nostra, ci teniamo alla larga da queste pratiche coltivando esclusivamente in modo biologico e naturale le varietà che abbiamo selezionato nel tempo, rinnovandoci e sperimentando di anno in anno nel rispetto del consumatore.

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