Coltivazione domestica cannabis: il testo della Cassazione

Coltivazione domestica cannabis: il testo della Cassazione

Coltivare cannabis a casa è ora possibile? Cosa dice la recente sentenza delle sezioni penali unite della Cassazione sulla coltivazione domestica di cannabis? Abbiamo lasciato Natale 2019 con un po’ di amarezza, per via dell’emendamento sul mondo cannabis light a firma del Senatore Matteo Mantero, che era stato depennato come inammissibile dalla Presidente del Senato Casellati, forse (più che forse) su pressioni della propria area politica di riferimento.

Poco prima di Capodanno, invece, ecco apparire su tutti i giornali titoli mirabolanti circa una sentenza delle sezioni penali unite che renderebbe lecita la coltivazione domestica di Cannabis. Eccone alcuni:

Ne potremmo elencare diecimila. Tutti a sostenere la stessa cosa, cioè che sembrerebbe di colpo essere diventato legale coltivare cannabis – qualsiasi tipologia – all’interno della propria abitazione, di fatto ribaltando l’orientamento giuridico, per anni orientato nel senso opposto da una solida giurisprudenza in materia.

La sentenza della Cassazione: cosa dice il testo

La cassazione si è già espressa in passato su casi simili, sia che riguardino la coltivazione di Cannabis light che di varietà ad alto contenuto di THC. Tuttavia è bene partire dal testo del dispositivo per poter avere un’idea chiara di cosa si sia deciso.

Testo Sentenza Cassazione Coltivazione Domestica Cannabis

Ecco di seguito il testo della Cassazione:

Soluzione adottata: il reato di coltivazione di stupefacenti è configurabile indipendentemente dalla quantità di principio attivo ricavabile nell’immediatezza, essendo sufficienti la conformità della pianta al tipo botanico previsto e la sua attitudine, anche per le modalità di coltivazione, a giungere a maturazione e a produrre sostanza stupefacente; devono però ritenersi escluse, in quanto non riconducibili all’ambito di applicazione della norma penale, le attività di coltivazione di minime dimensioni svolte in forma domestica, che, per le rudimentali tecniche utilizzate, lo scarso numero di piante, il modestissimo quantitativo di prodotto ricavabile, la mancanza di ulteriori indici di un loro inserimento nell’ambito del mercato degli stupefacenti, appaiono destinate in via esclusiva all’uso personale del coltivatore.

Ecco, nello stesso ordine del testo riportato, i passaggi cardine.

Coltivare Cannabis in qualsiasi ambito è sempre illegale

La prima frase sottolineata appare chiara: il reato di coltivazione di stupefacenti esiste sempre, indipendentemente dalla quantità di THC ricavabile nell’immediato, basta che si tratti di cannabis.

Del resto, la Cassazione non ha potere legislativo, non modifica cioè la legge, ma ne da semplicemente un indirizzo di interpretazione. A trasformare quest’indirizzo in legge dovrebbero essere i nostri politici, il parlamento. Date le attuali, traballanti discussioni politiche su tematiche più popolari, è difficile che il parlamento si prodighi per accogliere il parere dei giudici della Suprema Corte.

Sono escluse dalla norma le coltivazioni di minime dimensioni

La Cassazione a questo punto esclude dalla norma penale le coltivazioni di minime dimensioni.

Tuttavia la definizione è vaga: cosa si intende per minime? Cosa significa “rudimentale” e “modestissimo”? Sono appunto termini che indicano un orientamento possibile, un’ulteriore arma in sede processuale per il coltivatore domestico, ma tant’è: la definizione precisa di questi termini è demandata al giudice che l’imputato si troverà davanti. Bisognerà quindi affrontare tutta la trafila in ogni caso, difendersi, e già è comparsa almeno una sentenza di condanna dell’imputato per la coltivazione di 4 piante.

Ancora una volta, non è cambiato granché

Esattamente come in passato, non è cambiato nulla nemmeno questa volta. Per questo ribadiamo che i nostri semi non sono destinati alla coltivazione, ma ad uso collezionistico, anche se appartenenti a varietà a basso THC, poiché la sentenza cita espressamente “indipendentemente dalla quantità di THC ricavabile”, quindi esistono ancora rischi per chi decide di dedicarsi all’auto produzione.

Possiamo solo augurarci che le cose cambino nel 2020, nel mentre vi consigliamo di collezionare le nostre eccezionali varietà di cannabis light.

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