Cannabis e Legalizzazione: le 14 proposte dimenticate

Cannabis e Legalizzazione: le 14 proposte dimenticate

La scorsa settimana abbiamo voluto scherzare su una nostra idea di legalizzazione della cannabis in un mondo fantastico immaginario, quello del 1° Aprile. L’idea ci è venuta in mente così per scherzo e la cosa divertente è stata che pochi giorni dopo – poche ore addirittura – Fabiana Dadone ha acquisito la delega alle politiche contro le tossicodipendenze, nemmeno l’avessimo fatto apposta.

Tensioni nel governo: il solito gioco delle parti

Subito si è creata tensione all’interno della maggioranza del governo: appena sette settimane esatte dal giuramento del governo Draghi, il carissimo Maurizio Gasparri (Fi) si esprime con la parola “crisi” rispetto a questa nomina, ovviamente ridimensionando subito dopo la portata dell’accaduto, ma non dimenticandosi di ripetere i soliti claim in gibberish proibizionista, del tutto fuori luogo e già smentiti dagli stessi ideatori.

La cosa che sorprende del governo Draghi, quindi, è che per la prima volta si è nominata una persona competente per un settore così delicato, che essendo fra l’altro Ministro per le politiche giovanili, può mettere a sistema le proprie competenze per cercare di fare finalmente qualcosa di buono in Italia.

Succederà? Chi lo sa. Sono 31 anni che ci si aspetta qualcosa di buono sul tema ed il tutto è solamente peggiorato con la Fini – Giovanardi (quest’ultimo che non si è ancora espresso, perché indagato per mafia e altre cose orribili).

Intanto la Dadone – dichiaratamente antipro – ha già annunciato che verrà programmata la Conferenza Nazionale sulle Droghe, che manca dal 2009 e Lunedi 12 Aprile verrà discussa in commissione giustizia la proposta di +Europa sulla depenalizzazione della coltivazione domestica.

Ci sono comunque addirittura 14 proposte in merito in parlamento, chiuse nei cassetti e piene di polvere: vediamo quali.

Le proposte antiproibizioniste più interessanti

Delle 14 proposte di legge per modificare la norma sugli stupefacenti presentate in parlamento e mai discusse, 7 sono state presentate da esponenti del M5S, 3 da esponenti del Pd, una dal Maie, una da Leu e una da Fi (dallo stesso Maurizio Gasparri). C’è, inoltre, la proposta che si trascina già dalla scorsa legislatura di iniziativa popolare. Le proposte di legge antiproibizioniste più interessanti sono quelle del Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e del Partito Democratico.

Matteo Mantero, senatore appartentente al M5S, nella sua proposta derivata dal Manifesto Collettivo per la Cannabis Libera della associazione FreeWeed, inserisce la coltivazione di cinque piante tra le condotte lecite, specificando le caratteristiche per la coltivazione personale di Cannabis, senza limiti di genetica o di cannabinoidi purché nel limite di cinque piante coltivate. Il testo sottolinea inoltre il quantitativo detenibile per il coltivatore, l’obbligo di detenzione del raccolto lontano dai minori ed il divieto di lucro.

La proposta del deputato di Leu Erasmo Palazzotto si concentra invece sulle licenze: «la facoltà dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli di concedere la licenza di coltivazione e di vendita al dettaglio dei derivati, le cui modalità vengono stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze». Il decreto dovrà determinare annualmente «le specie della qualità coltivabile e le relative quantità e stabilisce il prezzo di conferimento, il prezzo di vendita al pubblico, il livello delle accise, nonché il livello dell’aggio per la vendita al dettaglio».

Il senatore Pd Tommaso Cerno, invece, si concentra anche sull’uso medico e scientifico della piante di cannabis, con l’obiettivo di far identificare i cannabinoidi «come vere e proprie medicine, non ponendo limiti alla possibilità di prescrizione che non siano le scelte, in scienza e coscienza, dei medici curanti e superando l’attuale regime di monopolio statale per la produzione delle infiorescenze».

Di queste tre proposte, ovviamente la più interessante rimane la prima, la mediamente interessante la seconda, mentre la terza manterrebbe la situazione sostanzialmente invariata ed in mano alle case farmaceutiche, che potrebbero però decidere di coltivare in Italia, direttamente o tramite accordi con coltivatori selezionati, il che rimane l’unico aspetto interessante della questione.

Gasparri sulla depenalizzazione della Cannabis: la controparte

Ovviamente, il senatore di Fi Maurizio Gasparri si esprime contrario nel suo testo. Nella relazione introduttiva egli punta a «sgombrare il campo da ogni reale o presunta lacuna normativa, escludendo in modo inequivocabile la vendita al pubblico della cosiddetta cannabis light per finalità ». Precisa inoltre che le «finalità per le quali è consentita la coltura della canapa sono tutte e soltanto quelle tassativamente ed espressamente consentite dalla legge stessa, senza margini per interpretazioni abusive o letture estensive: il riferimento è all’escamotage, ben noto nella prassi, di vendere i prodotti in questione dissimulando, dietro la finalità non espressamente vietata del collezionismo, l’uso ricreativo».

Una opinione che ovviamente non tiene conto dei quasi 100 anni di fallimento delle politiche proibizioniste e continua a ripetere a pappagallo gli stessi slogan proibizionisti che le hanno caratterizzate, dimenticando che gli stessi ideatori di questi slogan hanno già da tempo ammesso di averli inventati di sana pianta, senza avere uno stralcio di evidenza scientifica dalla loro parte.

Quello che ci consola è che il mondo sta andando in un’altra direzione e nei prossimi 10 anni ce ne renderemo conto anche in Italia.

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