Cannabis Legale: passa il DL LeggerMente in camera dei deputati

Cannabis Legale: passa il DL LeggerMente in camera dei deputati

Passa il DL LeggerMente, congiunto PD + M5S, che raccoglie adesioni trasversali anche fra altri partiti. Presentato a sorpresa all’ultimo minuto come emendamento al testo originale, la prima lettura alla camera raggiunge una maggioranza relativa risicata a causa degli astenuti, che comunque garantisce lo step successivo al testo approvato. 261 voti favorevoli, completamente a sorpresa: nemmeno gli onorevoli relatori della alleanza cross parlamentare firmata da Della Vedova potevamo immagine questo sostegno, influenzato secondo molti dalla pandemia in corso.

Cannabis Legale: cosa prevede il testo

Fonti certe ci informano che il testo è stato scritto cercando di operare di sintesi, raccogliendo le esperienze dei principali modelli applicati in Messico, Canada, Stati Uniti d’America – per i singoli stati a cui recentemente si è aggiunto New York – Svizzera ed altri. L’obbiettivo era quello di sintetizzare in tempi rapidi gli aspetti positivi, cercando di sfruttare le carattestiche climatiche peculiari dell’Italia che rappresenta il luogo ideale per le colture di Cannabis, tutelando sia pubblico che mercato, senza limitarsi alle case farmaceutiche.

Il modello di riferimento per la Cannabis Legale è quello del Vino

Alla fine, ha prevalso l’opinione del relatore del testo: “Il modello ideale per la legalizzazione della Cannabis in Italia deve derivare dal settore vinicolo, con alcune eccezioni proprie della varietà colturale in oggetto, ovvero la Cannabis Sativa L. tutta, senza limiti particolari ma con poche regole certe e controlli ferrei”. L’onorevole continua con altre considerazioni: “Il vino in italia è una eccellenza riconosciuta nel mondo, unica nel suo genere, che offre massime garanzie in termini di controllo e qualità e sicurezza del consumatore. Queste stesse caratteristiche sono state riportate nel nostro modello di legalizzazione “leggera” della cannabis, tutta”.

Come funzionerà la legalizzazione in Italia

Partiamo col dire che con “legalizzazione leggera” non si intende il fenomeno della cannabis light, ma un sistema – come definito del DL battezzato ormai LeggerMente – che permetta una progressiva diffusione della coltura nel territorio in modo libero ma controllato, riprendendo quelle che sono le caratteristiche specifiche del comparto vinicolo, appunto:

  • Ferrei controlli di qualità
  • Licenze disponibili anche alle piccole produzioni
  • Libertà di ricerca ed ibridazione
  • Vendita controllata ai consumatori con limitazioni progressive

La progressività del modello è stata ideata per permettere “un leggero avvicinamento sociale e culturale della popolazione italiana alla Cannabis Sativa tutta, così da eliminare i pregiudizi e le leggende instillate nelle menti di molti dalla propaganda proibizionista negli anni 20 e 30 e successivamente negli anni 60 e 70, prive di fondamento scientifico e ammesse come fandonie dagli stessi ideatori. L’obiettivo del lento avvicinamento è anche quello di informare e diffondere modi corretti d’uso della varietà, conoscerne gli effetti ed acquisire maggiore consapevolezza nei consumatori”.

In cosa si traduce la progressività del DL LeggerMente?

Anzitutto, chi vorrà coltivare dovrà seguire un iter abilitativo apposito, chiaro e definito senza limiti di accesso o numeri chiusi, una sorta di patentino abilitativo, che dovrà essere accompagnato dalle normali norme di igiene fitosanitario già previste dalla legge per colture simili, che si applicheranno anche a tutto il processo di elaborazione della pianta.

In seguito, il coltivatore e/o il trasformatore dovranno sottoporre periodicamente i prodotti a controlli che ne certifichino le percentuali di principio attivo presente, evidenziando i principali cannabinoidi come CBD, CBG e THC.

Allo stesso modo, gli acquirenti dovranno essere maggiorenni e richiedere richiedere tramite SPID o app IO l’abilitazione al Borsello Verde, che identifica e limita gli “acquisti possibili”, anche qui definiti come limite progressivo.

La progressività riguarda soprattutto il contenuto di THC ammesso, non limitato come oggi a percentuali da rispettare espressi in decimi di punto percentuale, ma secondo una sequenza temporale che identifica inoltre anche dei limiti per gli acquirenti, come segue:

  • dal 2021: sarà possibile coltivare e vendere varietà con THC fino a 5%
  • dal 2023: sarà possibile coltivare e vendere varietà con THC fino a 10%
  • dal 2025: sarà possibile coltivare e vendere varietà con THC fino al 15%

Per ciò che riguarda il proprio Borsello Verde, sarà possibile acquistare come segue a seconda della propria età anagrafica:

  • dal 2021:
    • fino a 21 anni di età – 5g / mese con THC fino a 5% (sempre invariato nella progressività successiva)
    • oltre i 21 anni di età – 10g / mese con THC fino a 5%
  • dal 2023:
    • oltre i 21 anni di età – 10g / mese con THC fino a 10%
  • dal 2025:
    • oltre i 21 anni di età – 10g / mese con THC fino a 15%

Nessuna regolamentazione è prevista per le varietà con THC inferiore all’1%.

Ci aiuta ancora un commento del parlamentare che ha sottoscritto il testo per secondo: “Siamo stati alienati da decenni in cui da un lato ci veniva raccontato che la cannabis faceva male, dall’altro che era “figo” consumare cannabis con il 25% di THC. Ma la cannabis è una pianta spettacolare e tramite selezione ed incroci è possibile creare piante che vanno dallo 0% al 25% di CBG, di THC, di CBD e così via, senza soluzione di continuità ed in rapporto variabile.”

E ancora, torna una metafora legata al mondo vitivinicolo: “Non diciamo che un vino è buono se ha tanto alcool. Non è vero che un Negramaro è migliore di un Nebbiolo solo perché il primo fa 14% ed il secondo 12,5%. Nemmeno che un Vermouth sia superiore ad un Prosecco perché se la battono 20 a 10,5%. Così come non diciamo che una birra sia inferiore al vino, oppure una grappa a lui superiore: semplicemente, uno consuma ciò che preferisce a seconda del momento della giornata, di come si sente e come gli va, rispettando ciò che conosce del prodotto. Allo stesso modo funzionerà la cannabis legalizzata con il nostro DL LeggerMente. Con una marcia in più: l’alcool sappiamo per certo che fa molto male al corpo umano, la cannabis no.

Un volano per il Made in Italy, i marchi DOP, DOC e BIO

Un aspetto importante del DL LeggerMente è la deroga all’elenco delle varietà ammesse. “La cannabis” spiega il relatore “Va considerata per la sua natura principale: un erba quasi infestante. Del resto, è simile per natura all’ortica, o al soffione. Se si prova a classificare queste varietà si scoprirà che è impossibile. Allo stesso modo, le varietà certificate UE sono state selezionate sulla base di un parametro sciocco, ovvero “il contenuto medio di fibra”, ed è per questo che se si piantano 1000 piante, escono 1000 piante magari alte uguali, ma dall’aspetto totalmente diverso. Questo non funziona”.

Allora, cos’è che funziona, Relatore?

“Funziona la selezione del singolo. Ed il territorio. Il nostro territorio è favoloso per la cannabis, che deve essere reintrodotta come coltura. Allora liberiamo questa ricerca di varietà, moltiplichiamo le microproduzioni, favoriamo la loro stabilizzazione: avremo fra 20 anni la varietà di cannabis tipica del territorio Romano, quella tipica dell’Aspromonte, quella caratteristica delle campagne Emiliane. Così come abbiamo il Negramaro, il Nebbiolo, il Chianti, il Greco di Tufo, il Prosecco, il Cirò e tanti altri vini che sono tipici di varietà vinicole che crescono in quei territori. E portiamo poi queste varietà in tutto il mondo!”

DL LeggerMente: autoproduzione e formazione scolastica

Autoproduzione, un aspetto molto importante

Nella progressività del DL LegalMente si menziona anche la possibilità, per i privati, di coltivare fino a 2 piantine per membro del nucleo familiare con più di 21 anni. Chi vorrà seguire questa strada dovrà anche lui attivare il proprio Borsello Verde, indicare il numero e le varietà di piante che intende coltivare e fornire al termine del ciclo informazioni circa i contenuti di THC presenti, nonché quantitativo del raccolto.

L’autoproduttore che non si attiene a queste norme sarà sottoposto a sanzione amministrativa, in quella che è una effettiva depenalizzazione della coltivazione in toto.

“Finalmente la criminalità organizzata avrà un vero e proprio nemico: il DL LegalMente.” ha dichiarato il Procuratore Nazionale Antimafia.

La formazione scolastica per riattivare la Cultura della Cannabis in Italia

Attività e progetti di formazione saranno inoltre attivati nelle scuole, per dare una corretta informazione ai giovani sui rischi e le conseguenze dell’assunzione di cannabis in età precoce, oltre che per spiegare i meccanismi alla base del sistema endocannabinoide umano.

Nelle parole del relatore: “Questa esigenza è partita dalle segnalazione dei Presidi delle scuole. Nelle scuole superiori è pratica purtroppo piuttosto comune fumare “spinelli” durante la ricreazione, oppure nel bagno, con conseguente ira del personale ATA e scarso rendimento dello studente a lezione. Da una parte ci rendiamo conto che questi comportamenti sono inammissibili, dall’altra ci chiediamo: perché queste stesse persone non bevono una birra, del vino, o della grappa in bagno o a ricreazione? La risposta è una sola: c’è una prerogativa socioculturare. Un non-detto. Che dobbiamo invece dire, raccontare.”

“Non è inoltre possibile” chiude “che nel 2021 ancora ci sia gente che fumi la cannabis per combustione: fumare fa male, esistono i vaporizzatori, diciamolo, spieghiamo le differenze!”

DL LeggerMente: cosa ne pensano le persone

Le prime reazioni al DL LeggerMente da parte del popolo italiano sono estremamente positive. I sondaggi parlando di percentuali bulgare intorno al 70% favorevoli alla logica della progressività ed in generale ai paletti imposti, mentre l’ala proibizionista del parlamento è rimasta ammutolita, parlando di colpo di stato da un lato, ma balbettando parole incomprensibili per la paura di perdere consensi per una misura che sembra di semplice buonsenso ai più.

DL LeggerMente: purtroppo, un favoloso Pesce d’Aprile

Sembrava tutto troppo bello per essere vero. Il nostro viaggio nella nostra idea di legalizzazione finisce qui. Mentre scrivevamo questo articolo, ci veniva ora da ridere, ora da piangere, perchè letteralmente: ma che ci sarebbe di male se funzionasse così? Non importa, al momento, la politica e gli interessi sono molti, intanto una direzione chiara il mondo l’ha presa. Seguirà anche qui, nel bene e nel male, fra una 15ina d’anni.

Noi volevamo solo condividere ironicamente il nostro punto di vista sulla questione: se credi che quel che abbiamo scritto sia valido, condividi l’articolo con i tuoi amici!

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