Cannabis Light, THC e CBD: una guida introduttiva alla Cannabis legale

Cannabis Light, THC e CBD: una guida introduttiva alla Cannabis legale

Hai sentito i tuoi amici parlare di Cannabis Light e sei magari interessato a conoscerla, a saperne di più e magari collezionarne i fiori? In rete troverai spesso informazioni incomplete o spiegazioni che usano troppi termini tecnici. Se tu sei solo agli inizi e vuoi partire proprio da informazioni basilari, ma complete, abbiamo pensato di farti fare un “viaggio“, diviso in step, che ti aiuterà a sapere tutto sulla Cannabis Light.

Partiamo subito col primo step!

Cos’è la Cannabis?

La Cannabis, o Canapa, è un genere di piante originaria dell’Asia centrale. Ne esiste una singola specie: la Cannabis Sativa L. Quest’ultima è usata nel mondo tessile, edile, per la produzione di carta ed in campo medico (e, negli stati in cui è legale, ludico) perchè contiene i cannabinoidi, un insieme di sostanze che hanno una interazione con il corpo umano, alcune delle quali possono avere effetti psicoattivi.

I cannabinoidi conosciuti sono più di 100 ed ogni varietà di questa specie contiene cannabinoidi in percentuale variabili. Bisogna sapere che non tutti i cannabinoidi sono psicoattivi, anzi: la maggior parte non lo sono. Per questo, è possibile trovare varietà di Cannabis Sativa L. che sono prive di effetti stupefacenti. Una sostanza stupefacente è capace di modificare lo stato pisco-fisico di chi la assume.

I cannabinoidi più importanti che dobbiamo conoscere – e di cui parleremo – sono il CBD ed il THC.

Cos’è il fenome della Cannabis Light?

Ora che abbiamo introdotto alcune terminologie, vediamo come sia possibile trovare in negozi, siti web ed altre attività che producono o commerciano Cannabis light, cioè cannabis legale.

“Cannabis Light” è il nome dato dai media ad un fenomeno italiano: dal 2016 è infatti possibile coltivare in Italia tutte le varietà di Cannabis Sativa L. dette “industriali”, che sono caratterizzate da una percentuale diversa di THC. L’attenzione sul THC c’è perché è proprio lui il principale cannabinoide psicoattivo della Cannabis: nelle varietà “light”, il livello di questo cannabinoide è molto inferiore alla soglia che porta a modificare il nostro stato psico-fisico, quindi non ci sono effetti stupefacenti. “Non ci fa sballare” o “Non c’è lo sballo”, direbbero i giornalisti.

Qual’è il limite di THC legalmente riconosciuto?

Il limite di THC legalmente riconosciuto è definito da una norma europea nello 0,2%. Salirà poi allo 0,3% nel 2022.

In Europa, poi, ogni paese ha recepito questa norma con più o meno tolleranza. In Italia ad esempio il limite è sempre dello 0,2, ma si tollera fino allo 0,6%.

Perché in Italia il limite è superiore allo 0,2%?

Sull’onda proibizionista determinata dalle politiche repressive degli anni 80-90, il limite dello 0,2% è stato deciso nel passato in maniera eccessivamente riduttiva e senza considerare la letteratura scientifica a riguardo.

Nella realtà, il THC, come gli altri cannabinoidi, viene prodotto dalla pianta solo nella fase di fioritura, e siccome questo processo è influenzato dal clima, è difficile tenere sotto controllo i livelli di THC che ogni pianta produce nel nostro paese, dove c’è molto sole ed il clima è ideale.

Il risultato è che anche le varietà ammesse alla coltivazione avrebbero superato questo limite. Ecco perchè la legge 262/2016 che ha permesso la coltivazione della Cannabis Sativa L. ha introdotto questa tolleranza fino a 0,6%, valida per chi la coltiva, mentre per chi “commercializza” i prodotti, si preferisce applicare il limite riconosciuto come “non drogante” dalla giurisprudenza, ovvero lo 0,5%.

In sintesi, a parole povere, la Cannabis è Light quando il valore di THC è inferiore allo 0,5%, cioè sotto la soglia che la identificherebbe come stupefacente secondo la legge.

Cos’è il CBD?

Abbiamo già introdotto una delle due sostenze (il THC) nel paragrafo precedente. Adesso diventa necessario parlare dell’altro cannabinoide che bisogna conoscer e, il cannabidiolo (il CBD).

Il CBD è, come il THC, un cannabinoide naturale che però non ha nessun effetto psicoattivo sull’essere umano. Il motivo per cui bisogna conoscerla è perchè essa ha molteplici proprietà curative e terapeutiche, comprovate dalla letteratura scientifica.

Infatti, grazie a numerosi studi, ad oggi aiuta ad alleviare tensioni e dolori soprattutto di origine muscolare ma in maniera più blanda rispetto alla Cannabis con alti contenuti di THC. Viene quindi spesso impiegato per favorire il sonno, combattere ansia e depressione, distendere quindi i nervi, ma anche per la riduzione delle infiammazioni,  la schizofrenia (ha quindi un effetto antipsicotico),  l’artrite reumatoide ed alcune patologie cardiovascolari.

Ricerche recenti hanno anche dimostrato come essa agisca in modo positivo anche su animali affetti da malattie soprattutto infiammatorie o motorie, come ad esempio lo studio che si è fatto sull’artrite canina.

Conclusione

Se sei arrivato fino a qui significa che sei seriamente interessato all’argomento. Ovviamente, il primo step è stato il più difficile, dovendo imparare soprattutto terminologie nuove, non è stato così semplice. Ora che hai acquisito delle conoscenze basilari sull’argomento sei pronto per il secondo step, dove parliamo soprattutto di Olio al CBD.

 

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