Olio al CBD: quali effetti sul nostro fisico?

Olio al CBD: quali effetti sul nostro fisico?

Olio al CBD: quali sono gli effetti sul nostro fisico? L’olio al CBD sta diventando un rimedio sempre più popolare fra gli utenti di cannabis medica, perché è un buon medium per assumere cannabinoidi senza gli effetti negativi della combustione: questo è un aspetto fondamentale, perché la combustione riduce se non annulla praticamente tutti i benefici che può portare la pianta di cannabis al nostro organismo.

In questo secondo step vedremo più nello specifico quali sono i benefici e gli effetti dell’olio al CBD sul nostro corpo e come viene preparato generalmente preparato, raccontandoti però, anche la nostra preferenza sul metodo migliore per produrre l’olio al CBD.

Se non sai cosè il CBD, lo abbiamo spiegato nel primo step che abbiamo dedicato a chiunque voglia conoscere ed introdursi nel mondo della Cannabis Light, definiamola una guida alla canapa legale!

CBD: quali effetti sul nostro corpo?

Nel primo step abbiamo sintetizzato molto gli effetti che il CBD ha sul nostro corpo. Adesso conviene affrontare l’argomento in modo più specifico così da poter conoscere nei dettagli ogni particolarità della Cannabis Light e dei principi attivi che la compongono. Sempre più studi confermano l’efficacia del Cannabidiolo nel trattamento di molteplici problemi di salute. Il cannabidiolo, infatti, risulta un potente alleato per risolvere o alleviare tantissimi sintomi, legandosi direttamente ai recettori del nostro sistema endocannabinoide ed agendo di conseguenza.

Ecco i principali effetti del CBD sul nostro corpo:

  • Antinfiammatorio e antiossidante
    Il CBD è un potente anti infiammatorio naturale: creme ed olii al CBD possono essere utilizzate come rimedio naturale per alleviare i sintomi di patologie come psoriasi, acne e per nutrire la pelle. Sembrerebbe inoltre che il CBD assunto oralmente abbia un’azione protettiva sul cervello, riducendo il rischio di patologie neurodegenerative.
  • Analgesico
    Farmaci e preparati a base di CBD vengono attualmente utilizzati anche nelle terapie anti tumorali e nel trattamento della sindrome da HIV: come analgesico, il CBD ha un’azione calmante da sintomi come nausea e altri dolori, tipici di terapie come la chemio, stimolando inoltre l’appetito, soprattutto se in formulazioni full spectrum, dove si sfrutta l’effetto entourage.
  • Ansiolitico ed Antipsicotico
    Chi soffre di attacchi di ansia oppure è sottoposto a periodi di forte stress può trarre beneficio dal Cannabidiolo che si è rivelato un ottimo rimedio per calmare la mente e regolare anche disturbi clinicamente rilevanti, come il disturbo ossessivo compulsivo o il disturbo post traumatico. Usato generalmente in combinazione con altri farmaci, permette di ridurre i dosaggi, oppure semplicemente allegerire la mente con utilizzo occasionale.
  • Miorilassante, Antiepilettico e Antispasmodico
    A dosaggi medio-bassi, il Cannabidiolo si rivela un ottimo miorilassante, permettendoci così di distendere ed allegerire quelle zone contratte intorno alla colonna vertebrale, tipiche dei soggetti che hanno problemi alla schiena. A dosaggi più elevanti, invece, il Cannabidiolo è un eccellente antiepilettico ed antispasmodico, efficace nell’epilessia infantile ed in altre patologie simili.

Come si prepara l’olio al CBD?

Il CBD viene estratto dai tricomi della pianta. Senza entrare troppo nello specifico, i tricomi sono le ghiandole strutturali della cannabis che troviamo su fiori e foglie (in minore concentrazione) dove vengono prodotti tutti i cannabinoidi, fra cui il CBD, oltre ad altre sostanze con il compito primario di proteggere la pianta di canapa dal calore e dai raggi ultravioletti, ovvero i terpeni, che sono responsabili anche dell’odore di quella specifica varietà di cannabis.

La quantità di CBD prodotta in una pianta varia per specie e genere. Solitamente si è abituati a pensare che il CBD possa essere di molto inferiore al THC che la pianta produce, perché negli ultimi 25 anni sono stati selezionate varietà in grado di produrre tantissimo THC. Tuttavia, la pianta di cannabis sativa è perfettamente in grado di produrre grandi quantità di CBD grazie alle selezioni effettuate in tempi più recenti.

Per l’estrazione ci sono vari metodi, ognuno di questi ha i suoi pro e contro, ma si dovrebbe sempre cercare di estrarlo in un modo tale da preservare la purezza. I cannabinoidi sono per natura liposolubili, cioè si sciolgono in sostanze grasse, come olio, oppure in solventi affini, come l’alcool ed altri.

I metodi di estrazione più diffusi

In farmaceutica ed erboristeria, metodi di estrazione per i cannabinoidi più diffusi sono:

  • mediante Etanolo: i fiori di cannabis vengono imbevuti di etanolo (alcool), lasciati macerare, agitati e tesi; poi la soluzione viene filtrata ed il liquido filtrato viene riscaldato delicatamente in alambicco, per far evaporare tutto l’alcool utilizzato. L’alcool evaporato viene condensato e riutilizzato per un nuovo processo, mentre tutto ciò che rimane nella caldaia è una sostanza viscosa e altamente concentrata infusa con cannabinoidi: si tratta del fitocomplesso di cannabis sativa. Questo fitocomplesso può essere difficile da dosare con precisione, dato quanto è denso: per questo viene diluito in una sostanza grassa, come olio MCT, di cocco, olio EVO o qualsiasi altro.
  • solventi idrocarburici: viene ritenuto il miglior modo per l’estrazione di CBD dalla cannabis perchè separa in modo efficace esso e i terpeni dal resto della pianta. Bisogna però fare attenzione ai solventi che si usano perchè possono creare problemi al nostro sistema se siamo persone fragile o abbiamo qualche patologia, visto che serve una strumentazione particolarmente avanzata altrimenti alcune tracce del solvente possono rimanere nell’estratto.

In entrambi i casi, si otterrà un composto di più cannabinoidi e per questo è importante partire dalla varietà di cannabis corretta ed in genere nei processi farmaceutici si utilizzano cloni per avere percentuali di cannabinoidi costanti nel tempo.

Volendo estrarre il CBD come molecola (cioè in cristalli) saranno poi necessari altri passaggi particolarmente avanzati, con strumentazioni specifiche, per isolare il CBD dagli altri cannabinoidi.

Due tipi di olio arricchito al CBD

Ecco perché trovi in vendita almeno due tipi di olii arricchiti al CBD:

  • Olii arricchiti con cristalli di CBD diluiti: si tratta di Olii di vario tipo (MCT, cocco, oliva, semi di canapa) nel quale vengono disciolti cristalli di CBD puri al 99% isolati con i processi avanzati di cui sopra. Nella soluzione risultante è presente solo CBD e basta: niente cannabinoidi, niente terpeni, niente di niente. Non si viene quindi a creare l’effetto entourage che normalmente migliora l’efficacia delle terapie a base di cannabis.
  • Olii arricchiti con fitocomplesso di Cannabis Sativa: si tratta sempre di olii di vario tipo nei quali viene disciolto il fitocomplesso di Cannabis Sativa. In questo caso la percentuale di diluizione si riferisce al fitocomplesso, che conterrà tutti i cannabinoidi della pianta inizialmente estratta, inclusi i terpeni che resistono al processo di estrazione. Inoltre, visto che nell’estrazione del fitocomplesso si utilizza calore a temperatura controllata, tutti i cannabinoidi presenti risulteranno perfettamente decarbossilati, e quindi il nostro organismo potrà assimilarli meglio.

Adesso sai perfettamente come l’Olio al CBD viene prodotto dal settore farmaceutico e gli effetti che esso ha sul nostro corpo.

Nel terzo step confronteremo THC e CBD, un passaggio importante che ti aiuterà a capire meglio analogie e differenze tra loro.

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