THC e CBD: analogie e differenze dei principi attivi della Cannabis

THC e CBD: analogie e differenze dei principi attivi della Cannabis

THC e CBD: non ti è ancora chiara la differenza tra i due principali cannabinoidi della Cannabis? In questo terzo step li analizzeremo entrambi soffermandoci sugli aspetti principali da sapere in termini semplici e comprensibili, quindi facendo chiarezza su analogie e differenze. Sappiamo che THC e CBD sono due sigle molto conosciute nel campo e quando si parla di una delle due riconosciamo subito che l’argomento è la Cannabis.

Se invece vuoi sapere in generale cosa sono e a cosa servono ti rimandiamo al primo step, altrimenti continua la lettura!

Cos’è il THC?

THC è l’abbreviazione chimica del Delta-9-tetraidrocannabinolo. Fa parte, insieme al CBD, alla famiglia dei fitocannabinoidi: due fra i numerosi composti chimici presenti nelle varie specie della Cannabis, che ne conta più di 100, ed è sicuramente il più conosciuto e studiato. Il motivo principale è perchè è una sostanza psicoattiva, cioè è in grado di alterare il nostro stato psico-fisico modificando ad esempio comportamento, umore e percezione: gli effetti principali sono euforia, rilassamento, appetito ecc.

Ma come avviene questo processo? Il THC ha diversi meccanismi di azione. Nel nostro cervello, si lega ai recettori oppioidi μ1 responsabili del rilascio di dopamina. Inoltre, sia nel cervello che in altre regioni del corpo umano, il THC si lega ai recettori CB1 e CB2, modulando alcuni aspetti come la sensibilità al dolore del corpo umano, il rilassamento dei muscoli e l’appetito. La velocità con cui gli effetti vengono avvertiti e la loro durata dipendono sia dalla dose assunta, sia dalla modalità.

Nonostante non ci siano prove sulla pericolosità clinica del THC e gli studi dimostrano che la tossicità sia estremamente bassa rispetto ad altre sostanze legali, è proprio il THC a rendere la cannabis illegale, perché viene considerato uno stupefacente. La cannabis light, infatti, ha come caratteristica un basso THC, in favore di alte percentuali di CBD, che non ha effetti psicoattivi.

Questa situazione ha molteplici cause, fra cui le campagne proibizioniste inventate negli anni 30 e 70 contro la cannabis, che era oggetto di molteplici interessi economici. Tuttavia, negli ultimi 20 anni l’attenzione della scienza e i tanti movimenti antipro hanno portato ad eliminare questa sostanza dalla lista delle sostanze proibite (come molti degli Stati Uniti d’America, il Canada, o alcuni Stati dell’Unione Europea). Diverse ricerche hanno infatti confermato che può avere effetti positivi in gravi patologie come malattie croniche o asma e glaucoma, con effetti collaterali blandi se paragonati a quelli degli oppiacei, per esempio.

Ciò ha dato via alla classificazione della cannabis come medicinale e aperto la strada all’uso ricreativo. In Italia, ci teniamo a dirlo, rimane ancora una sostanza illegale.

Le ricerche continuano ininterrottamente, come dimostra il 2020, un’anno dove le ricerche sulla cannabis hanno raggiunto numeri da record.

Quali differenze con il CBD?

Anche il CBD è un principio attivo della Cannabis, ma al contrario del THC, non è una sostanza psicoattiva. Interagisce con le cellule ricettrici CB1 e CB2 del nostro corpo, rallentando la loro reattività e quindi modulando la risposta del sistema nervoso umano al dolore, rilassando la muscolatura ed agendo come un miorilassante ed inibitore naturale.

Quest’ultima caratteristica ha interessato molto la comunità scientifica ed è per questo che le ricerche hanno mostrato che il CBD è un ottimo alleato nel trattamento di varie forme di disturbi mentali, disturbi d’ansia sociale o depressione e riesce a ridurre l’occorrenza di crisi epilettiche. Inoltre, ad altissime dosi, il CBD sembra avere un ruolo attivo nel contrastare alcune forme tumorali, ripristinando l’apoptosi cellulare (cioè la naturale capacità di “morire” delle cellulare: le cellule tumorali “vivono” molto di più).

Se vuoi sapere nel dettaglio gli effetti psico-fisici del CBD ti ricolleghiamo al secondo step. Rispetto al THC, nell’impiego medico, la sua somministrazione non da alcun effetto collaterale di rilievo. L’assenza di psicoattività, inoltre, ha reso più semplice studiare questa molecole anche negli stati dove il THC è illegale: ecco perchè le ricerche sul CBD, negli ultimi anni, sono maggiori di quelle sul THC.

Sperando di averti chiarito le idee sull’argomento, adesso ci focalizzeremo sul CBD. Nello step successivo parleremo di assimilizione e dosaggi di CBD adeguati al nostro corpo.

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